La sfida della sostenibilità: analisi delle PMI italiane attraverso l’EE-ESG Score

La sfida della sostenibilità: analisi delle PMI italiane attraverso l’EE-ESG Score

Articolo a cura del Dipartimento analisti ESG – Modefinance


Approfondimenti dell’impatto dei cambiamenti climatici sulle PMI italiane e il loro percorso verso la sostenibilità.

Nel corso dell’ultimo anno, la frequenza e l’intensità degli eventi climatici estremi sulla nostra penisola sono aumentati del 22%, con conseguenze devastanti sul territorio e sull’economia delle imprese. Siccità, alluvioni, incendi e frane hanno colpito duramente settori chiave dell’economia, particolarmente nelle regioni considerate il cuore pulsante del PIL italiano. Tale situazione mette in luce la necessità di rivedere l’approccio tradizionale alla valutazione delle imprese, che non può più limitarsi a esaminare solamente la solidità finanziaria. Il cambiamento climatico richiede una prospettiva più ampia, che consideri le aziende non solo come generatori di profitto, ma come attori fondamentali strettamente interconnessi con l’ambiente e la società circostante.

Questa nuova consapevolezza ha portato alla nascita di un nuovo paradigma valutativo, noto come ESG, che analizza le imprese in base al loro impatto ambientale, sociale e di governance. Le valutazioni ESG, o valutazioni di sostenibilità, non solo confermano l’impegno teorico delle imprese verso la sostenibilità, ma rappresentano anche un potente strumento per la crescita economica.
Le imprese che adottano pratiche sostenibili sono più attraenti per gli investitori e gli istituti finanziari, godendo di un accesso più agevole al credito e di una gestione operativa più efficiente. Questo si traduce in costi più bassi, margini più alti e un migliore posizionamento sul mercato. Si prevede che nel prossimo futuro, le valutazioni ESG diventeranno parte integrante del processo di valutazione del merito creditizio, insieme alle tradizionali valutazioni finanziarie, contribuendo così alla promozione di una gestione economica-finanziaria più solida ed equilibrata.
1) Analisi della sostenibilità delle imprese italiane tramite l’EE-ESG Score
Nella seconda parte del presente articolo ci siamo concentrati sull’analisi della sostenibilità delle imprese italiane. Utilizzando la nostra metodologia di EE-ESG Scoring1 – realizzata all’interno del progetto TranSpArEEnS in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, CRIF, ECBC e Leibniz Institute for Financial Research (SAFE) – abbiamo esaminato i dati sulle imprese per valutarne il livello di sostenibilità su una scala composta da sette classi, dall’S1 all’S7. Queste classi sono raggruppate in tre fasce di rischio, ognuna delle quali riflette il modo in cui l’impresa gestisce le questioni ambientali, sociali e di governance:

  • Dinamica (classi S1 e S2): Le imprese hanno una struttura che consente loro di attuare in modo proattivo procedure di gestione dei rischi ambientali e politiche sociali e di governance corrette;
  • Consapevole (classi da S3 a S5): Le imprese sono consapevoli dei rischi ESG a cui sono esposte, ma le loro caratteristiche strutturali potrebbero non essere completamente adeguate ad affrontarli;
  • Fragile (classi S6 e S7): Le imprese non sono consapevoli dei rischi ESG e le loro caratteristiche strutturali le rendono particolarmente vulnerabili a essi.

Il processo di analisi si articola in tre modelli, uno per ciascun pilastro (ambientale, sociale e di governance), ciascuno dei quali genera un punteggio. Lo score ESG finale è determinato dalla somma ponderata di questi punteggi.

Inoltre, l’approccio di modefinance si basa sulla visione Esposizione vs. Gestione, per la quale un’azienda viene valutata in base alla sua consapevolezza o meno dei rischi che sta affrontando la sua attività e, di conseguenza, nel quadro delle politiche attive che stabilisce per la gestione delle problematiche e delle circostanze rischiose.

modefinance ha utilizzato la metodologia proprietaria per valutare l’EE (Energy Efficiency)-ESG (Environmental, Social, Governance) score di un campione significativo di aziende italiane che hanno partecipato all’indagine. Questa iniziativa rappresenta un passo incisivo verso il potenziamento della consapevolezza della sostenibilità tra le PMI.

In totale, 4.586 imprese italiane hanno partecipato a questa valutazione, rappresentando 19 regioni diverse in Italia. La Lombardia è emersa come la regione più rappresentata con il 24% del campione, seguita da Emilia-Romagna e Lazio, rispettivamente al 15% e 14%.

Considerando la dimensione dell’azienda, le piccole imprese, quelle con un fatturato compreso tra 2 e 10 milioni di euro e una forza lavoro di 10-50 dipendenti, dominano il campione al 50%. Le microimprese, con un fatturato inferiore a 2 milioni di euro e meno di 10 dipendenti, rappresentano il 20%, mentre il restante 30% è costituito da aziende di medie dimensioni con un fatturato superiore a 50 milioni di euro e oltre 50 dipendenti.

Il panel di aziende è stato suddiviso in 14 settori di business in base al codice NACE, con il settore manifatturiero che emerge come il più rilevante al 28%, seguito dai servizi (18%) e dalle costruzioni (17,7%). Questa categorizzazione completa ha permesso un’analisi approfondita del variegato scenario delle PMI in Italia.

Un aspetto cruciale di questa iniziativa è la completezza dei dati forniti dalle aziende coinvolte nell’indagine. In particolare, il 93% delle imprese ha completato il questionario generico, mentre solo il 9% è riuscito a compilare la sezione specifica del settore. Questa disparità suggerisce che molte aziende, in particolare quelle del settore manifatturiero e delle costruzioni, potrebbero non essere ancora completamente preparate o motivate ad approfondire le analisi ESG. Ciò evidenzia la necessità di rafforzare ulteriormente la consapevolezza e le politiche di sostenibilità tra le PMI italiane.
Gli EE-ESG score sono stati calcolati per tutte le aziende del campione utilizzando modelli generici e settoriali, assegnando un livello di confidenza (CL) con un valore mediano dell’82%. Il CL riflette la percentuale di dati disponibili considerati per la valutazione dello score, ponderando l’importanza dei dati.

Esaminando le classi definitive dell’EE-ESG score emergono conclusioni stimolanti. Solo il 2% del campione è stato valutato come fragile/a rischio elevato (S6-S7), mentre meno dell’1% ha ottenuto una valutazione a basso rischio (S1-S2). Una parte significativa delle aziende coinvolte nell’indagine è stata posizionata come consapevole, con il 43,7% che rientra nella classe S4. Il 25,5% e il 28,2% delle aziende rientra, rispettivamente, nelle classi S3 e S5. Questa distribuzione sottolinea i vari livelli di impegno delle imprese per quanto riguarda i fattori ESG, con la necessità per molte di migliorare le proprie pratiche e politiche.

In conclusione, questo studio segna un significativo passo avanti nella valutazione dell’impegno ESG delle PMI italiane attraverso l’algoritmo di EE-ESG scoring da noi sviluppato all’interno del progetto TranspArEEnS. Coprendo un ampio spettro di circa 4.600 aziende in tutta Italia, i risultati evidenziano una prevalente posizione mediana di rischio (S4) nel panorama complessivo delle performance ESG. Mentre la ricerca della sostenibilità è riconosciuta come un investimento a lungo termine, l’analisi rivela che le aziende si trovano nelle fasi iniziali di questo percorso trasformativo.



1Il modello proprietario ESG di modefinance ha ottenuto l’approvazione di conformità agli standard del Global Reporting Initiative (GRI).

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