Legge Capitali e principali novità per gli emittenti quotati su Euronext Growth Milan

Legge Capitali e principali novità per gli emittenti quotati su Euronext Growth Milan

Articolo a cura di Andrea Iovieno  Counsel presso Advant NCTM


Il 27 febbraio 2024 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante interventi a sostegno della competitività dei capitali (c.d. DDL capitali) dopo un lungo periodo di gestazione iniziato il 21 aprile 2023 con la presentazione del disegno di legge da parte del Ministro dell’Economia e delle Finanze. All’esito della sua approvazione, la Legge 5 marzo 2024, n. 21 (“Legge Capitali”) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore il 27 marzo 2024.
La Legge Capitali trae origine dalle conclusioni del c.d. Libro Verde su “La competitività dei mercati finanziari italiani a supporto della crescita” presentato il 2 marzo 2022 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che si poneva come obiettivo la semplificazione del quadro normativo dei mercati finanziari italiani per aumentarne la competitività e l’attrattività. Come si evince dalla relazione illustrativa, la Legge Capitali intende da un lato a rimuovere i vincoli, normativi e operativi, all’accesso e alla permanenza sui mercati delle imprese e, dall’altro, a introdurre misure che incentivino la canalizzazione del risparmio privato verso le imprese, preservando al contempo la tutela degli investitori e l’integrità dei mercati stessi.
Molte delle principali novità introdotte dalla Legge Capitali interessano gli emittenti quotati su Euronext Growth Milan, tra cui: (i) l’informativa in materia di patti parasociali; (ii) l’estensione della facoltà di redigere il bilancio consolidato IFRS; (iv) l’abrogazione dell’obbligo di segnalazione delle operazioni effettuate dagli azionisti di controllo; (v) il rappresentante designato; (vi) il voto plurimo; (vii) le emissioni obbligazionarie.

  • Patti parasociali

Ai sensi dell’art. 4, comma 3, lett. b) della Legge Capitali vengono estesi alle società con titoli negoziati su MTF, ancorché non ancora diffusi fra il pubblico in misura rilevante, gli obblighi pubblicitari dei patti parasociali ex art. 2341-ter, comma 1, cod. civ.. Per effetto di tale modifica i patti parasociali esistenti in emittenti MTF dovranno essere comunicati all’emittente e dichiarati in apertura di ogni assemblea. La dichiarazione deve essere trascritta nel verbale e questo deve essere depositato presso il Registro Imprese.

  • Facoltà di redigere il bilancio consolidato IFRS

La Legge Capitali apporta una modifica al decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38 consentendo agli emittenti MTF di redigere il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali IFRS a prescindere dalla loro dimensione.

  • Abrogazione dell’obbligo di segnalazione delle operazioni effettuate dagli azionisti di controllo
    L’art. 10 della Legge Capitali abroga l’art. 114, comma 7, TUF in materia di obblighi informativi di internal dealing, risolvendo un dibattito circa l’applicabilità dello stesso agli emittenti MTF.
    Dall’abrogazione dell’art. 114, comma 7, TUF consegue il venir meno dell’obbligo di segnalazione delle operazioni effettuate dagli azionisti di controllo e il definitivo «tramonto» del doppio binario regolatorio presente in Italia. La ratio di tale intervento legislativo è individuabile nel limitare i c.d. fenomeni di gold-planting, consistenti nell’introduzione e nel mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dagli atti legislativi europei. L’obbligo di cui all’art. 114, comma 7, TUF si aggiungeva, infatti, a quello analogo cui sono soggette le «persone che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione» (art. 19 MAR).

  • Assemblee e rappresentante designato
    L’art. 11 della Legge Capitali introduce il nuovo art. 135-undecies.1 all’interno del TUF, agli emittenti MTF, previa modifica dello statuto, della facoltà di disporre che l’intervento e l’esercizio del diritto di voto in assemblea avvenga unicamente tramite rappresentante designato.
    La Legge Capitali, inoltre, proroga le disposizioni emergenziali di cui all’articolo 106, comma 7, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, sino al 31 dicembre 2024 (assemblea con la partecipazione del solo rappresentante designato ed esclusivamente in tele/video conferenza).

  • Potenziamento del voto plurimo
    La Legge Capitali (art. 13) modifica l’art. 2351, comma 4, ultimo periodo cod. civ. innalzando da tre a dieci il fattore moltiplicativo del voting power associato ad azioni a voto plurimo. La portata innovativa di tale norma si inserisce nell’ambito delle misure individuate dal MEF principalmente per assicurare il mantenimento del controllo in capo agli imprenditori che scelgono il mercato dei capitali per raccogliere le risorse necessarie per sostenere la crescita.
    Resta invariata il resto della fattispecie di riferimento, così come l’art. 127-sexies TUF. Le azioni a voto plurimo restano dunque ammesse nelle sole società con azioni non quotate su un mercato regolamentato; sono conservabili, però, in caso di successiva quotazione, e comunque possono essere emesse da società con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione.

  • Emissioni obbligazionarie
    Un’ulteriore novità riguarda le emissioni di debito si applicano a tutte le società, ivi inclusi gli emittenti MTF e sono introdotte dall’art. 7 della Legge Capitale che a sua volta modifica l’art. 2412 cod. civ..
    La prima novità concerne la modifica dell’art. 2412, comma 1, cod. civ, il quale consente alle Società per Azioni di tenere conto, ai fini del computo del limite quantitativo, del capitale sociale quale risultante all’esito dell’ultima iscrizione al Registro Imprese dell’attestazione dell’avvenuta esecuzione ex 2444, comma 1, cod. civ. senza necessità che lo stesso venga fatto risultare da un bilancio straordinario.
    È, altresì, prevista una deroga ai limiti quantitativi di cui all’art. 2412, commi 1 e 2, cod. civ., per le obbligazioni che sono destinate a essere sottoscritte da, e a circolare esclusivamente tra, investitori professionali.
    Quanto alle S.r.l. (art. 2483, cod. civ.) la novella dispone che i titoli di debito possano essere sottoscritti da (e a circolare tra) investitori professionali (e non solo investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale) qualora tale previsione risulti tra le condizioni dell’emissione, senza facoltà di modifica.

  • Emittenti diffusi
    Un’ulteriore previsione di rilevanza per le società con strumenti finanziari negoziati su MTF è il riordino della disciplina concernente gli emittenti diffusi.
    Rientrano nella nozione di “emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante”, secondo il nuovo art. 2325-ter, cod. civ., gli emittenti che abbiano più di 500 azionisti, diversi dai soci con partecipazioni superiori al 3%, che detengano complessivamente almeno il 5% del capitale e superino due dei tre limiti indicati dall’articolo 2435-bis, primo comma, cod. civ., relativo al bilancio in forma abbreviata.
    In merito ai prestiti obbligazionari si considerano emittenti diffusi le società che hanno emesso, anche in diverse emissioni, obbligazioni di valore nominale complessivamente non inferiore a Euro 5.000.000 e con un numero di obbligazionisti superiore a 500.
    Gli emittenti, qualora si verifichino le condizioni di cui al nuovo art. 2325-ter, cod. civ., si considerano emittenti diffusi dall’inizio dell’esercizio sociale successivo a quello nel corso del quale si sono verificate le condizioni fino alla chiusura dell’esercizio sociale in cui è stato accertato il venir meno di tali condizioni.
    L’art. 116, TUF viene abrogato (unitamente alle sanzioni di cui all’art. 193-bis, comma 1, TUF), il che dovrebbe portare la CONSOB a sopprimere gli artt. 2-bis e 108-112 del Regolamento Emittenti CONSOB, e di conseguenza alla cancellazione dell’elenco degli emittenti diffusi tenuto dalla CONSOB, considerato il venir meno della delega legislativa di cui ai commi 1 e 1-bis, dell’art. 116, TUF, che attribuisce all’Autorità di Vigilanza di stabilire i criteri per l’individuazione degli emittenti strumenti finanziari e le modalità di informazione del pubblico. Pertanto, un emittente diffuso non sarà più soggetto a obblighi di informativa ulteriori rispetto a quelli previsti per le società chiuse. Gli emittenti MTF diffusi non saranno nemmeno tenuti a comunicare a CONSOB l’acquisto o la perdita della qualifica di emittente diffuso nonché le ulteriori informazioni di cui all’art. 108, Regolamento Emittenti CONSOB.
    Agli emittenti diffusi non saranno più applicabili le disposizioni che riguardano gli obblighi pubblicitari in materia di piani di incentivazione a favore di componenti del consiglio di amministrazione, del consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato, o di componenti del consiglio di amministrazione o del consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori di altre società controllanti o controllate (art. 114-bis TUF) né le relative sanzioni ex art. 193-bis, comma 1, TUF.
    Vengono, altresì, abrogati, per gli emittenti diffusi, il limite al cumulo degli incarichi dei componenti dell’organo di controllo e gli obblighi di comunicazione alla CONSOB e al pubblico di tali incarichi fino a questo momento previsti dall’art. 148-bis, TUF, commi 1 e 2.
    Un ulteriore passaggio di rilievo riguarda l’abrogazione della lettera (a) dell’articolo 19-bis, comma 1, D. Lgs. 39/2010, che includeva tra gli enti sottoposti a regime intermedio gli emittenti diffusi, con la conseguenza che un emittente MTF, qualora diventi diffuso, non vedrà cambiare il quadro normativo relativo al rapporto con la società di revisione che importa, inter alia, l’allungamento a nove anni dell’incarico di revisione.
    Infine, gli emittenti diffusi vengono esclusi dall’applicazione delle norme relative alle operazioni con parti correlate, così come disciplinato dall’art. 2391-bis cod. civ.

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